Il castello di Donnafugata, un labirinto di fascino e bellezza

Il castello di Donnafugata, un labirinto di fascino e bellezza

Castello di Donnafugata

Alto e imponente, il Castello di Donnafugata domina gli altopiani iblei. La sua vista si offre al visitatore d’improvviso. Percorrendo il paesaggio tipico della Terra Barocca, con la sua calma, tra masserie e mucche al pascolo, girando lo sguardo verso campagne delineate da muretti a secco, si impone con eleganza per offrire uno spettacolo maestoso. Per accedere all’antico maniero bisogna attraversare un lungo viale popolato da vivaci locali. La residenza nobiliare, tra le più imponenti della Sicilia, è uno scrigno che racchiude gioielli splendidi, come il castello, il parco ed il museo. Distante circa 15 chilometri da Ragusa, la struttura, prima di proprietà della famiglia Chiaramonte, passò verso la metà del Seicento alla famiglia Arezzo de Spuches. Il bianco edificio si sviluppa su tre livelli, in stile neogotico, e copre una vastissima area, oltre 7500 metri quadrati. Le splendide e ricche stanze nobiliari, ben 122, lasciano spazio ai sogni ed invitano ad immaginare ricchi banchetti e serate festose. La dimora, apprezzatissima meta turistica, è stata anche importante set cinematografico di diverse produzioni, come la fiction “Il commissario Montalbano”, o i film “Vicerè” di Roberto Faenza, “Kaos” dei fratelli Taviani e “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone.

Obbligatoria una passeggiata nel rigoglioso Parco del Castello, uno storico giardino che copre circa otto ettari e si presenta in tre diverse tipologie: l’informale giardino all’inglese, il formale giardino alla francese e l’agreste orto-frutteto, un tempo destinato alla coltivazione di piante aromatiche e all’apicultura, un tesoro che ospita circa 1500 specie vegetali. Nel parco è custodita, oltre ad una suggestiva e particolare cappella, anche una singolare struttura in pietra, un labirinto in cui è possibile inoltrarsi.

Sosta consigliata anche al Mu.De.Co., il museo permanete della Storia del Costume siciliano tra il XVIII e il XX secolo. Una preziosa e ricchissima collezione di abiti, accessori ed elementi di oggettistica varia, appartenuti a Gabriele Arezzo di Trifiletti.

Altro consiglio: da non perdere la vista del tramonto. Le calde luci dei raggi solari che si infrangono sul paesaggio offrono da qui un impareggiabile spettacolo.

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