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Pic-nic ibleo: cosa mettere nelle zaino per un’escursione primaverile

Quando si cammina tra le cave e i sentieri di Enjoy Barocco, la sosta non è solo riposo, ma un incontro con i sapori autentici di questa terra. Ecco i « fondamentali » per uno spuntino che sa di Sicilia.

1. Il pane di casa e la pagnotta di San Giuseppe

Dimentica i sandwich confezionati. Passa da un panificio locale e chiedi una pagnotta di grano duro, magari realizzata con varietà antiche come il Russello o la Timilia.

  • Il consiglio: portalo già « condito » (pane cunzatu) con un filo d’olio extravergine d’oliva dei Monti Iblei, un pizzico di sale e l’origano selvatico che profuma le nostre vallate.

2. La scaccia ragusana

È il cibo da viaggio per eccellenza. Grazie alla sua struttura a strati, mantiene l’umidità e il sapore anche dopo ore nello zaino.

  • Quale scegliere? Per il trekking sono ideali quelle al pomodoro e formaggio o quelle con ricotta e cipolla. Sono pratiche, si mangiano con le mani e offrono il giusto apporto di energia senza appesantire troppo.

3. Il Ragusano Dop e l’oliva tonda iblea

Un pezzo di formaggio ragusano stagionato è una riserva di energia incredibile. Taglialo a cubetti e accompagnalo con le olive condite, le tipiche olive « scacciate ».

  • Una curiosità: il ragusano dop racchiude i profumi dei fiori e delle erbe che le vacche modicane brucano in libertà proprio in questa stagione. È un modo per assaggiare letteralmente il pascolo che stai attraversando.

4. Il cioccolato di Modica igp

Il dessert perfetto per l’escursionista. A differenza del cioccolato tradizionale, quello di Modica è lavorato a freddo: non si scioglie facilmente nello zaino sotto il sole primaverile e mantiene quella granulosità di zucchero che dà una carica immediata per affrontare l’ultima salita.

  • Gusto consigliato: cannella o peperoncino per un tocco di vigore in più.

5. Pomodoro ciliegino di Ispica

Se vuoi viaggiare leggero, porta con te dei pomodori secchi o dei ciliegini freschi. Pesano pochissimo e offrono un’esplosione di sapore che rinvigorisce il camminatore.


La dispensa del camminatore

  • Acqua: riempi la borraccia alle fontane storiche che trovi spesso all’inizio dei sentieri.
  • Vino: un piccolo contenitore di Cerasuolo di Vittoria è il compagno ideale se il pic-nic prevede una sosta lunga all’ombra di un carrubo secolare.

Regola d’oro del territorio: « Non lasciare nulla dietro di te, se non le tue impronte. Non portare via nulla, se non i tuoi ricordi. » Ricorda di portare sempre un sacchetto per i rifiuti per proteggere la bellezza incontaminata degli Iblei.

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Risvegli di primavera: itinerari nel cuore di Enjoy Barocco

Quando la luce di marzo e aprile inizia a carezzare le facciate dorate delle cattedrali, il territorio del GAL Terra Barocca compie una magia: il bianco della pietra calcarea si fonde con il verde smeraldo dei pascoli e l’esplosione fiorita della macchia mediterranea. Non è solo una stagione, è un invito a rallentare.

Per chi sceglie Enjoy Barocco, la destinazione unica che unisce i gioielli del sud-est siciliano, la primavera è il momento perfetto per abbandonare l’asfalto e mettersi in cammino lungo sentieri dove il tempo sembra essersi fermato al fruscio delle foglie e al mormorio dell’acqua.

L’anello dell’Irminio: un valzer tra Ibla e il fiume

Per chi ha voglia di sentire il battito della terra sotto gli scarponi, l’Anello dell’Irminio è un’esperienza mistica. Partendo dall’incanto di Ragusa Ibla, questo percorso di circa 14 chilometri è una poesia bucolica che si snoda tra mulattiere secolari e antichi muretti a secco.

“Camminare qui significa attraversare un giardino segreto dove il fiume Irminio danza tra i pioppi e i salici, offrendo guadi cristallini che rinfrescano l’anima.”

Il tracciato attraversa zone di straordinaria bellezza come la Cava San Leonardo e la suggestiva area di Capra d’Oro. In circa quattro ore di cammino, sarete avvolti da una natura rigogliosa che proprio in questi mesi celebra il suo massimo splendore. Curiosità: Lungo il fiume non è raro scorgere il volo rapido del martin pescatore, un lampo azzurro che taglia il verde profondo della valle.

Archeologia nel Verde: I misteri di Cilone e Donnafugata

Se preferite una passeggiata più breve, ma altrettanto carica di fascino e mistero, il territorio offre scrigni archeologici incastonati nel paesaggio naturale:

  • Le Catacombe di Cilone: Poco fuori Ragusa, un facile sentiero conduce a questo complesso ipogeico. Qui, il silenzio della storia si sposa con il profumo del timo selvatico e del finocchietto. È un luogo dove la pietra si fa memoria, raccontando di comunità antiche che vivevano in simbiosi con queste vallate.
  • L’Ipogeo di Donnafugata: Vicino al celebre Castello, si trova un itinerario che unisce il fascino della leggenda alla bellezza del sottosuolo. Un percorso adatto a tutti, perfetto per chi vuole abbinare la visita alla sontuosa dimora nobiliare a un’immersione « wild » tra le grotte e la vegetazione circostante.
  • Appunti di Viaggio: Consigli per l’escursionista
  • La primavera iblea sa essere generosa ma va approcciata con rispetto. Ecco come godersi al meglio l’itinerario:
  • L’attrezzatura: Scarpe da trekking con un buon grip (fondamentali per i guadi dell’Irminio) e una borraccia sempre piena.
  • La tecnologia al servizio del lento: Per mappe dettagliate e tracce GPS, potete consultare la sezione dedicata su Enjoy Barocco o seguire il tracciato dell’Anello dell’Irminio su Wikiloc.
  • Il momento d’oro: Partite all’alba. La nebbia che si dirada sulle vallate di Ibla è uno spettacolo che nessuna foto potrà mai restituire appieno.
  • Lo sapevi che…?
  • I muretti a secco che costeggiano i sentieri, dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO, non servivano solo a delimitare i confini, ma creano ancora oggi un microclima perfetto per specie di orchidee selvatiche rarissime che fioriscono proprio tra marzo e maggio. Tenete gli occhi aperti!
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Santa Croce Camerina: il cuore della devozione. Per San Giuseppe scopri le « Cene » e il pane

SANTA CROCE CAMERINA – Se c’è un momento in cui l’anima di Santa Croce Camerina si rivela in tutta la sua bellezza, è certamente la festa di San Giuseppe. Non è solo una celebrazione religiosa, ma un rito collettivo che trasforma le case in santuari e il cibo in un’offerta sacra. Quest’anno, l’Amministrazione comunale ha predisposto un cartellone che punta a valorizzare questa identità unica, aprendola ai visitatori attraverso cultura, musica e visite guidate.

Il cuore del rito: le tradizionali « Cene »

Al centro di tutto restano le Cene di San Giuseppe, imbandite dai devoti come ringraziamento per una grazia ricevuta (« u vutu »). Entrare in una casa dove è allestita una Cena significa immergersi in un trionfo di simboli: altari imbanditi dove spicca la pasta con le sarde e il finocchietto selvatico, le primizie della terra e i dolci tipici.

Il momento clou delle Cene è la rappresentazione della Sacra Famiglia: tre persone (spesso scelte tra le più bisognose del paese) impersonano Gesù, Giuseppe e Maria, consumando il banchetto in un rito di solidarietà che affonda le radici nel 1832.

L’arte del « Pani Pulitu »

Il protagonista indiscusso è il « Pani Pulitu » (Pane Pulito), una vera e propria scultura commestibile iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS). Lavorato con semola di grano duro e finemente decorato a mano con l’uso di un pettine e di piccoli ferri, il pane assume forme simboliche:

  • U Vastuni: il bastone fiorito di San Giuseppe;
  • A Spera: l’ostensorio;
  • A Varva: la barba del Santo;
  • I Ucciddati: simboli di abbondanza e fratellanza.

Il programma 2026: tra cultura e Orietta Berti

L’edizione di quest’anno amplia l’offerta per cittadini e turisti con iniziative che permettono di approfondire la conoscenza di questi riti:

  • Visite Guidate: Sarà possibile partecipare a percorsi organizzati che condurranno i visitatori attraverso le Cene allestite nelle abitazioni private, permettendo di ammirare da vicino l’arte dell’allestimento e della panificazione.
  • Il Museo Demologico: Il programma prevede aperture straordinarie e visite guidate al Museo, custode della memoria storica e degli attrezzi della tradizione contadina locale.
  • Grandi Spettacoli: La sera di sabato 14 marzo, piazza Vittorio Emanuele II si accenderà con la voce di Orietta Berti. La « capinera dell’Emilia » porterà a Santa Croce il suo tour « La mia vita è un film », promettendo una serata di grandi successi e commozione.

Gli altri appuntamenti

Non mancherà la tradizionale Asta di San Giuseppe (domenica 15 marzo), dove i doni offerti al Santo vengono venduti al miglior offerente in un clima di gioiosa partecipazione, e l’attesa processione del simulacro che attraverserà il centro storico tra ali di folla e fuochi d’artificio.

Santa Croce Camerina invita tutti a riscoprire il valore dell’accoglienza, in una festa dove il pane non è solo cibo, ma un legame indissolubile tra l’uomo, la terra e il sacro.