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La Fornace Penna di Sampieri: la cattedrale laica che racconta la Sicilia nascosta

Sulla costa di Sampieri, nel territorio di Scicli, si erge un gigante di pietra rossa e memoria: la Fornace Penna, uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale della Sicilia sud-orientale. Affacciata direttamente sul mare, questa struttura imponente racconta una storia diversa dal consueto immaginario barocco del Val di Noto.

Costruita nei primi del Novecento, la fornace era un importante stabilimento per la produzione di laterizi, simbolo di una stagione produttiva intensa che ha segnato l’economia del territorio. Oggi, ciò che resta è una suggestiva rovina industriale, ferita dal tempo ma ancora potentemente scenografica.

La sua architettura essenziale e monumentale, con grandi arcate e volumi in mattoni, si staglia contro il paesaggio costiero creando un contrasto unico tra industria e natura. Il mare, che si apre proprio davanti alla struttura, ne amplifica il fascino sospeso, rendendola una delle location più iconiche e fotografate della zona.

Negli anni, la Fornace Penna è diventata anche set cinematografico e luogo di ispirazione artistica, contribuendo a costruire una nuova narrazione del territorio, in cui il patrimonio industriale diventa parte integrante dell’identità culturale del Val di Noto.

Visitare questo luogo significa entrare in contatto con una Sicilia diversa: meno nota, più ruvida, ma profondamente autentica. Un patrimonio che non è solo memoria del passato, ma anche occasione per riflettere sul rapporto tra uomo, lavoro e paesaggio.

La Fornace Penna è oggi uno dei simboli più potenti di questo dialogo tra storia e natura, tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere nel paesaggio.

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Santa Maria del Focallo: il mare « meraviglioso » di Ispica: dune, natura e silenzi

Nel tratto più meridionale della costa iblea, nel territorio di Ispica si apre Santa Maria del Focallo, un litorale che conserva ancora oggi un’anima autentica e poco alterata. Lontano dai circuiti più affollati del turismo balneare, questo lungo arenile è uno dei segreti meglio custoditi del territorio Enjoy Barocco.

Qui il paesaggio è dominato da dune sabbiose, vegetazione spontanea e tratti di macchia mediterranea che arrivano quasi a ridosso del mare. Un ambiente fragile e prezioso, dove la natura detta ancora i suoi tempi e invita a un turismo lento, rispettoso e consapevole.

Santa Maria del Focallo è anche un luogo di grande valore ambientale: la sua costa è riconosciuta per la qualità delle acque e per la presenza di ecosistemi costieri che rappresentano un patrimonio naturale da preservare. Non a caso, negli ultimi anni, si è sviluppata una crescente attenzione verso forme di fruizione sostenibile, che valorizzano il territorio senza alterarne l’equilibrio.

È la destinazione ideale per chi cerca quiete, spazi aperti e un contatto diretto con la natura. Camminare lungo la spiaggia al tramonto, ascoltare solo il suono del mare e del vento, significa riscoprire una dimensione più essenziale del viaggio.

Santa Maria del Focallo è questo: un invito a rallentare, a osservare e a vivere il mare del Val di Noto nella sua forma più autentica.

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Mezzagnone: il sito archeologico nascosto di Santa Croce Camerina

Nel cuore della campagna di Santa Croce Camerina, tra paesaggi rurali ancora intatti e tracce profonde di storia antica, si trova il sito archeologico di Mezzagnone, uno dei luoghi meno conosciuti ma più suggestivi del territorio ibleo. Un’area che racconta secoli di insediamenti, stratificazioni e vita quotidiana, oggi al centro di un crescente interesse grazie alle iniziative di valorizzazione promosse sul territorio.

Mezzagnone conserva i resti di un antico insediamento che testimonia la presenza umana in quest’area già in epoca greco-romana e tardoantica. Le evidenze archeologiche, ancora in fase di studio e valorizzazione, restituiscono l’immagine di un territorio abitato e vissuto, collegato alle vicine aree di Kamarina e alle dinamiche storiche della fascia costiera sud-orientale della Sicilia.

Il sito si inserisce infatti in un contesto più ampio di grande rilevanza storica, quello del Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, che raccoglie e tutela testimonianze fondamentali per la comprensione della civiltà antica in questa parte dell’isola. Mezzagnone rappresenta così un tassello prezioso di questo mosaico, capace di arricchire la narrazione del territorio con nuove prospettive.

Proprio per la sua natura delicata e per le esigenze di tutela, il sito non è sempre accessibile al pubblico. Tuttavia, in occasioni straordinarie, diventa possibile visitarlo e scoprirne da vicino il valore storico e paesaggistico, accompagnati da guide e iniziative organizzate. In queste occasioni, l’esperienza assume un significato ancora più intenso, perché permette di entrare in contatto diretto con un patrimonio normalmente nascosto.

L’ultima apertura straordinaria ha visto la partecipazione di numerosi visitatori, confermando l’interesse crescente verso forme di turismo culturale autentico e sostenibile. Un ruolo importante è stato svolto dalla rete territoriale che sostiene la valorizzazione del sito, tra cui il Comune di Santa Croce Camerina, le istituzioni archeologiche competenti, le realtà associative locali e la destinazione turistica Enjoy Barocco, che promuove la scoperta diffusa del Val di Noto.

A rendere l’esperienza ancora più innovativa è stata anche l’attenzione alla sostenibilità, con l’utilizzo di minivan elettrici per accompagnare i visitatori, riducendo l’impatto ambientale e integrando mobilità e cultura.

Mezzagnone rappresenta così un esempio significativo di come anche i luoghi meno noti possano diventare protagonisti di un nuovo modo di vivere il territorio: più lento, consapevole e rispettoso. Un invito a scoprire non solo le mete più celebri, ma anche quei siti che custodiscono l’anima più autentica della Sicilia sud-orientale.

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Pasqua a Ispica: le cerimonie delle confraternite che diventano spettacolo di fede e tradizione

el cuore degli Iblei, la Pasqua a Ispica è molto più di una ricorrenza religiosa: è un racconto collettivo che attraversa i secoli, un rito identitario che coinvolge l’intera comunità e affascina sempre più visitatori. Qui la Settimana Santa si trasforma in una vera esperienza immersiva, capace di unire spiritualità, teatralità e un forte senso di appartenenza.

Un evento così radicato e spettacolare da essere riconosciuto come patrimonio immateriale della Regione Siciliana, oltre che uno dei momenti più attrattivi del calendario turistico del territorio .

Cavari e Nunziatari: l’anima doppia della Pasqua ispicese

Il cuore della Pasqua di Ispica batte nel confronto – mai conflittuale ma profondamente identitario – tra due storiche confraternite: i “Cavari” della Basilica di Santa Maria Maggiore e i “Nunziatari” della Santissima Annunziata.

Due colori, due storie, due modi di vivere la devozione, che da secoli si intrecciano dando vita a un equilibrio unico. L’appartenenza a una confraternita, per molti ispicesi, è parte stessa dell’identità personale .

Le celebrazioni sono infatti organizzate proprio da queste due realtà, che si alternano nei momenti più significativi della Settimana Santa, mantenendo viva una tradizione tramandata di generazione in generazione .

Il racconto della Passione: riti, processioni e sacre rappresentazioni

La Pasqua ispicese non si limita a essere celebrata: viene messa in scena. Il calendario si apre già nei giorni di Quaresima e culmina in una sequenza di eventi che trasformano il centro storico in un grande teatro a cielo aperto.

Tra i momenti più suggestivi:

  • Il Giovedì Santo, con la processione che parte dalla suggestiva Cava e culmina nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove si svolgono riti carichi di simbolismo come l’apertura delle porte e la “scinnuta”
  • Il Venerdì Santo, dominato dalle processioni del Cristo alla Colonna e del Cristo con la Croce, curate rispettivamente dalle confraternite
  • Le sacre rappresentazioni, che rendono visibili e partecipati i momenti della Passione, coinvolgendo fedeli e visitatori in un’esperienza emotiva intensa

Uno degli aspetti più affascinanti è proprio il continuo dialogo tra le due confraternite: delegazioni che si incontrano, omaggi reciproci, inchini rituali. Un equilibrio costruito nel tempo per mantenere viva la tradizione e rafforzare il senso di comunità .

Un’esperienza che coinvolge tutta la città

Durante la Settimana Santa, Ispica cambia volto. Le strade si riempiono di fedeli, le bande musicali accompagnano le processioni, le luminarie illuminano i percorsi sacri. È un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: vista, udito, emozione.

Le confraternite, con i loro abiti tradizionali e i colori distintivi, diventano protagoniste di una narrazione collettiva che unisce sacro e popolare, devozione e spettacolo.

Non è un caso che la Pasqua a Ispica venga sempre più riconosciuta come evento di forte richiamo turistico, capace di attrarre visitatori anche dall’estero grazie alla sua autenticità e alla sua potenza scenica .

Ispica, destinazione pasquale negli Iblei

Scegliere Ispica durante la Pasqua significa vivere un’esperienza diversa dal turismo tradizionale. Qui non si è semplici spettatori: si entra dentro il rito, si respira la storia, si condivide l’emozione di una comunità.

Tra chiese barocche, cave rupestri e tradizioni secolari, la città offre un viaggio autentico nel cuore della cultura siciliana. Un viaggio in cui le confraternite non sono solo custodi della fede, ma veri protagonisti di uno spettacolo senza tempo.

E proprio in questo equilibrio tra identità, spiritualità e partecipazione collettiva sta il segreto della Pasqua a Ispica: un evento che non si limita a essere visto, ma che resta dentro.

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Scicli esplode di “Gioia”: la Pasqua più travolgente degli Iblei

Nel cuore barocco della Scicli, la Pasqua non è solo una celebrazione religiosa: è un’esperienza totalizzante, un’esplosione di energia collettiva che trasforma la città in un palcoscenico a cielo aperto. Qui prende vita “U Gioia”, uno dei riti pasquali più spettacolari e identitari della Sicilia, capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero.

Il rito che rompe il silenzio

Dopo i giorni intensi e solenni della Settimana Santa, segnati dal raccoglimento e dalla devozione, a Scicli accade qualcosa di unico: la Pasqua irrompe come una festa incontenibile. Il protagonista è il Cristo Risorto, chiamato affettuosamente “U Gioia” o “Uomu Vivu”, simbolo della vittoria della vita sulla morte.

Tutto ha inizio già nella notte del Sabato Santo, con la “Resuscita” nella chiesa di Santa Maria La Nova: allo scoccare della mezzanotte, il simulacro del Cristo appare improvvisamente tra le urla e gli applausi dei fedeli, in un momento di forte impatto emotivo.

Ma è la Domenica di Pasqua che Scicli si trasforma davvero.

Una festa che si vive, non si guarda

A differenza di molte altre celebrazioni pasquali, qui non esiste distanza tra spettatori e protagonisti. La città intera diventa parte del rito. Quando “U Gioia” esce dalla chiesa, viene immediatamente circondato da una folla festante che lo accompagna lungo tutto il percorso.

La processione è celebre per il suo andamento imprevedibile e “danzante”: la statua corre, si inclina, gira su sé stessa, sostenuta da centinaia di portatori che si alternano senza uno schema preciso.
È un movimento continuo, quasi caotico, ma carico di significato: è la gioia della Resurrezione che diventa fisica, visibile, contagiosa.

Le strade si riempiono di musica, soprattutto delle note dell’“Inno di Busacca”, mentre dai balconi piovono petali di fiori e la folla scandisce a gran voce: “Gioia! Gioia! Gioia!”.

Un’esperienza unica nel Mediterraneo

“U Gioia” è molto più di una processione: è una vera esperienza immersiva, un rito che unisce sacro e popolare in modo irripetibile. Non a caso è riconosciuto come patrimonio immateriale della Regione Siciliana, a testimonianza del suo valore culturale e identitario.

La sua forza sta proprio in questo equilibrio: da un lato la profondità religiosa, dall’altro una dimensione quasi festiva, spontanea, che coinvolge ogni generazione. È una Pasqua che si sente sulla pelle, tra adrenalina, emozione e partecipazione totale.

Scicli, destinazione pasquale

Negli ultimi anni, la festa ha conquistato una crescente visibilità turistica. Fotografi, viaggiatori, artisti e curiosi scelgono Scicli per vivere un evento autentico, lontano da ogni forma di spettacolarizzazione artificiale.

Passeggiare tra le vie barocche durante il “Gioia” significa immergersi in un flusso continuo di emozioni: un’esperienza che unisce cultura, tradizione e bellezza architettonica, rendendo la città una meta ideale per il turismo primaverile.

Non è un caso che questa celebrazione venga spesso definita una delle Pasque più coinvolgenti d’Italia: qui la fede diventa movimento, la tradizione diventa festa, e la comunità diventa protagonista.

Il senso della Gioia

Alla fine, il segreto di Scicli sta tutto nel nome: “Gioia”. Non è solo un appellativo, ma il cuore stesso della festa. Una gioia collettiva, rumorosa, travolgente, che rompe il silenzio del dolore e celebra la vita.

E per chi la vive almeno una volta, non è solo una festa da ricordare: è un’esperienza da portare dentro.

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La magia della Madonna Vasa Vasa: a Modica la Pasqua diventa emozione da vivere

Nel cuore del Val di Noto, tra le architetture barocche e i vicoli carichi di storia di Modica, la Pasqua si trasforma in un’esperienza unica capace di unire fede, spettacolo e identità. È qui che prende vita uno dei riti più affascinanti della Sicilia: la Madonna Vasa Vasa, una celebrazione che ogni anno richiama migliaia di visitatori, diventando un vero evento turistico di respiro internazionale.

Più che una semplice tradizione religiosa, la Vasa Vasa è un racconto collettivo che attraversa i secoli. Le sue origini risalgono almeno al XVII secolo e affondano nelle influenze spagnole, contribuendo a creare un rito unico nel panorama mediterraneo . Un appuntamento che, ancora oggi, conserva intatto il suo fascino e la sua forza simbolica.

Il rito: l’attesa, l’incontro, la gioia

La scena si svolge lungo il centrale Corso Umberto, cuore pulsante della città. Due processioni percorrono strade diverse: da un lato il Cristo Risorto, dall’altro la Madonna, avvolta in un manto nero simbolo del dolore. L’attesa cresce tra la folla fino al momento più emozionante.

mezzogiorno, nella piazza principale, avviene l’incontro. La Madonna, alla vista del Figlio risorto, spalanca le braccia, lascia cadere il velo nero e rivela il tradizionale abito azzurro: è il passaggio dal dolore alla gioia. Subito dopo arriva il gesto che dà il nome al rito, il “bacio” – la “vasata” – tra le due statue, accompagnato dagli applausi e dall’emozione dei presenti .

Un momento che si ripete più volte lungo il percorso, quasi a voler prolungare quella gioia condivisa che coinvolge l’intera città. Un tempo, persino i contadini traevano auspici per il raccolto osservando questi incontri .

Un’esperienza che unisce fede e turismo

La Madonna Vasa Vasa non è soltanto una celebrazione religiosa, ma una vera esperienza immersiva. Le strade di Modica si riempiono di visitatori, attratti da un evento capace di fondere spiritualità e folklore in modo autentico.

È proprio questa dimensione a renderla una delle manifestazioni più suggestive della Pasqua siciliana: un rito che si vive con gli occhi, con il cuore e con tutti i sensi. Tra musica, applausi e colori, la città diventa un palcoscenico a cielo aperto, dove ogni dettaglio racconta una storia.

Non a caso, la Vasa Vasa rappresenta uno dei momenti più attesi dell’anno, capace di trasformare Modica in una destinazione privilegiata per il turismo primaverile. Un evento che si inserisce perfettamente nell’offerta del territorio ibleo, dove cultura, tradizione ed enogastronomia si fondono in un’esperienza completa.

Modica, destinazione da vivere

Visitare Modica durante la Pasqua significa immergersi in un’atmosfera irripetibile. Non solo per assistere al rito, ma anche per scoprire una città che incanta con il suo patrimonio barocco, riconosciuto dall’UNESCO, e con le sue eccellenze gastronomiche, dal celebre cioccolato alle specialità della tradizione.

La Madonna Vasa Vasa diventa così il simbolo perfetto di un territorio che sa accogliere e sorprendere, offrendo al visitatore un viaggio autentico tra emozioni, storia e bellezza.

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Pic-nic ibleo: cosa mettere nelle zaino per un’escursione primaverile

Quando si cammina tra le cave e i sentieri di Enjoy Barocco, la sosta non è solo riposo, ma un incontro con i sapori autentici di questa terra. Ecco i « fondamentali » per uno spuntino che sa di Sicilia.

1. Il pane di casa e la pagnotta di San Giuseppe

Dimentica i sandwich confezionati. Passa da un panificio locale e chiedi una pagnotta di grano duro, magari realizzata con varietà antiche come il Russello o la Timilia.

  • Il consiglio: portalo già « condito » (pane cunzatu) con un filo d’olio extravergine d’oliva dei Monti Iblei, un pizzico di sale e l’origano selvatico che profuma le nostre vallate.

2. La scaccia ragusana

È il cibo da viaggio per eccellenza. Grazie alla sua struttura a strati, mantiene l’umidità e il sapore anche dopo ore nello zaino.

  • Quale scegliere? Per il trekking sono ideali quelle al pomodoro e formaggio o quelle con ricotta e cipolla. Sono pratiche, si mangiano con le mani e offrono il giusto apporto di energia senza appesantire troppo.

3. Il Ragusano Dop e l’oliva tonda iblea

Un pezzo di formaggio ragusano stagionato è una riserva di energia incredibile. Taglialo a cubetti e accompagnalo con le olive condite, le tipiche olive « scacciate ».

  • Una curiosità: il ragusano dop racchiude i profumi dei fiori e delle erbe che le vacche modicane brucano in libertà proprio in questa stagione. È un modo per assaggiare letteralmente il pascolo che stai attraversando.

4. Il cioccolato di Modica igp

Il dessert perfetto per l’escursionista. A differenza del cioccolato tradizionale, quello di Modica è lavorato a freddo: non si scioglie facilmente nello zaino sotto il sole primaverile e mantiene quella granulosità di zucchero che dà una carica immediata per affrontare l’ultima salita.

  • Gusto consigliato: cannella o peperoncino per un tocco di vigore in più.

5. Pomodoro ciliegino di Ispica

Se vuoi viaggiare leggero, porta con te dei pomodori secchi o dei ciliegini freschi. Pesano pochissimo e offrono un’esplosione di sapore che rinvigorisce il camminatore.


La dispensa del camminatore

  • Acqua: riempi la borraccia alle fontane storiche che trovi spesso all’inizio dei sentieri.
  • Vino: un piccolo contenitore di Cerasuolo di Vittoria è il compagno ideale se il pic-nic prevede una sosta lunga all’ombra di un carrubo secolare.

Regola d’oro del territorio: « Non lasciare nulla dietro di te, se non le tue impronte. Non portare via nulla, se non i tuoi ricordi. » Ricorda di portare sempre un sacchetto per i rifiuti per proteggere la bellezza incontaminata degli Iblei.

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Risvegli di primavera: itinerari nel cuore di Enjoy Barocco

Quando la luce di marzo e aprile inizia a carezzare le facciate dorate delle cattedrali, il territorio del GAL Terra Barocca compie una magia: il bianco della pietra calcarea si fonde con il verde smeraldo dei pascoli e l’esplosione fiorita della macchia mediterranea. Non è solo una stagione, è un invito a rallentare.

Per chi sceglie Enjoy Barocco, la destinazione unica che unisce i gioielli del sud-est siciliano, la primavera è il momento perfetto per abbandonare l’asfalto e mettersi in cammino lungo sentieri dove il tempo sembra essersi fermato al fruscio delle foglie e al mormorio dell’acqua.

L’anello dell’Irminio: un valzer tra Ibla e il fiume

Per chi ha voglia di sentire il battito della terra sotto gli scarponi, l’Anello dell’Irminio è un’esperienza mistica. Partendo dall’incanto di Ragusa Ibla, questo percorso di circa 14 chilometri è una poesia bucolica che si snoda tra mulattiere secolari e antichi muretti a secco.

“Camminare qui significa attraversare un giardino segreto dove il fiume Irminio danza tra i pioppi e i salici, offrendo guadi cristallini che rinfrescano l’anima.”

Il tracciato attraversa zone di straordinaria bellezza come la Cava San Leonardo e la suggestiva area di Capra d’Oro. In circa quattro ore di cammino, sarete avvolti da una natura rigogliosa che proprio in questi mesi celebra il suo massimo splendore. Curiosità: Lungo il fiume non è raro scorgere il volo rapido del martin pescatore, un lampo azzurro che taglia il verde profondo della valle.

Archeologia nel Verde: I misteri di Cilone e Donnafugata

Se preferite una passeggiata più breve, ma altrettanto carica di fascino e mistero, il territorio offre scrigni archeologici incastonati nel paesaggio naturale:

  • Le Catacombe di Cilone: Poco fuori Ragusa, un facile sentiero conduce a questo complesso ipogeico. Qui, il silenzio della storia si sposa con il profumo del timo selvatico e del finocchietto. È un luogo dove la pietra si fa memoria, raccontando di comunità antiche che vivevano in simbiosi con queste vallate.
  • L’Ipogeo di Donnafugata: Vicino al celebre Castello, si trova un itinerario che unisce il fascino della leggenda alla bellezza del sottosuolo. Un percorso adatto a tutti, perfetto per chi vuole abbinare la visita alla sontuosa dimora nobiliare a un’immersione « wild » tra le grotte e la vegetazione circostante.
  • Appunti di Viaggio: Consigli per l’escursionista
  • La primavera iblea sa essere generosa ma va approcciata con rispetto. Ecco come godersi al meglio l’itinerario:
  • L’attrezzatura: Scarpe da trekking con un buon grip (fondamentali per i guadi dell’Irminio) e una borraccia sempre piena.
  • La tecnologia al servizio del lento: Per mappe dettagliate e tracce GPS, potete consultare la sezione dedicata su Enjoy Barocco o seguire il tracciato dell’Anello dell’Irminio su Wikiloc.
  • Il momento d’oro: Partite all’alba. La nebbia che si dirada sulle vallate di Ibla è uno spettacolo che nessuna foto potrà mai restituire appieno.
  • Lo sapevi che…?
  • I muretti a secco che costeggiano i sentieri, dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO, non servivano solo a delimitare i confini, ma creano ancora oggi un microclima perfetto per specie di orchidee selvatiche rarissime che fioriscono proprio tra marzo e maggio. Tenete gli occhi aperti!
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Santa Croce Camerina: il cuore della devozione. Per San Giuseppe scopri le « Cene » e il pane

SANTA CROCE CAMERINA – Se c’è un momento in cui l’anima di Santa Croce Camerina si rivela in tutta la sua bellezza, è certamente la festa di San Giuseppe. Non è solo una celebrazione religiosa, ma un rito collettivo che trasforma le case in santuari e il cibo in un’offerta sacra. Quest’anno, l’Amministrazione comunale ha predisposto un cartellone che punta a valorizzare questa identità unica, aprendola ai visitatori attraverso cultura, musica e visite guidate.

Il cuore del rito: le tradizionali « Cene »

Al centro di tutto restano le Cene di San Giuseppe, imbandite dai devoti come ringraziamento per una grazia ricevuta (« u vutu »). Entrare in una casa dove è allestita una Cena significa immergersi in un trionfo di simboli: altari imbanditi dove spicca la pasta con le sarde e il finocchietto selvatico, le primizie della terra e i dolci tipici.

Il momento clou delle Cene è la rappresentazione della Sacra Famiglia: tre persone (spesso scelte tra le più bisognose del paese) impersonano Gesù, Giuseppe e Maria, consumando il banchetto in un rito di solidarietà che affonda le radici nel 1832.

L’arte del « Pani Pulitu »

Il protagonista indiscusso è il « Pani Pulitu » (Pane Pulito), una vera e propria scultura commestibile iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS). Lavorato con semola di grano duro e finemente decorato a mano con l’uso di un pettine e di piccoli ferri, il pane assume forme simboliche:

  • U Vastuni: il bastone fiorito di San Giuseppe;
  • A Spera: l’ostensorio;
  • A Varva: la barba del Santo;
  • I Ucciddati: simboli di abbondanza e fratellanza.

Il programma 2026: tra cultura e Orietta Berti

L’edizione di quest’anno amplia l’offerta per cittadini e turisti con iniziative che permettono di approfondire la conoscenza di questi riti:

  • Visite Guidate: Sarà possibile partecipare a percorsi organizzati che condurranno i visitatori attraverso le Cene allestite nelle abitazioni private, permettendo di ammirare da vicino l’arte dell’allestimento e della panificazione.
  • Il Museo Demologico: Il programma prevede aperture straordinarie e visite guidate al Museo, custode della memoria storica e degli attrezzi della tradizione contadina locale.
  • Grandi Spettacoli: La sera di sabato 14 marzo, piazza Vittorio Emanuele II si accenderà con la voce di Orietta Berti. La « capinera dell’Emilia » porterà a Santa Croce il suo tour « La mia vita è un film », promettendo una serata di grandi successi e commozione.

Gli altri appuntamenti

Non mancherà la tradizionale Asta di San Giuseppe (domenica 15 marzo), dove i doni offerti al Santo vengono venduti al miglior offerente in un clima di gioiosa partecipazione, e l’attesa processione del simulacro che attraverserà il centro storico tra ali di folla e fuochi d’artificio.

Santa Croce Camerina invita tutti a riscoprire il valore dell’accoglienza, in una festa dove il pane non è solo cibo, ma un legame indissolubile tra l’uomo, la terra e il sacro.

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Passeggiate naturali e trekking: scopri il cuore verde di Enjoy Barocco

Clima mite, paesaggi energetici e percorsi che uniscono storia, natura e belvedere. Anche a febbraio è bello scoprire nuovi percorsi tra il verde, lungo le colline e tra gli altipiani iblei.

🥾 Itinerari imperdibili nel territorio

🍃 Cava dei Servi – Una gola naturale tra Modica e Rosolini, con pareti rocciose, vegetazione mediterranea e reperti archeologici. Un vero spettacolo per gli amanti delle escursioni e della fotografia naturalistica.
🌄 Vallata di Santa Domenica (Ragusa) – Tra ulivi secolari e valli dal fascino silenzioso, questo itinerario offre una camminata rilassante con scorci panoramici e aria pura.
🚶 Cava d’Ispica – Un percorso tra grotte naturali, necropoli antiche e paesaggi rupestri che raccontano millenni di storia umana e naturale.
📸 Belvedere e panorami barocchi – Esplora i punti panoramici a Modica e Scicli per combinare natura e fotografia urbana mozzafiato.

👉 Per pianificare i tuoi trekking e le passeggiate più suggestive, visita i percorsi naturalistici su Nel cuore della natura – Enjoy Barocco.

🌿 Consigli per camminate perfette a febbraio

  • Porta scarpe comode e acqua: i sentieri degli Iblei possono essere irregolari ma gratificanti.
  • Fai soste nei borghi lungo il percorso per degustare prodotti locali, come olio DOP, vino Cerasuolo e formaggi tipici.
  • Scegli itinerari di mezza giornata per unire natura e cultura senza fretta.

🌞 Consiglio Enjoy Barocco: combina una mattinata di trekking con un pranzo in agriturismo o una visita a un laboratorio artigianale per un’esperienza completa di territorio.